Sesso: per le donne le dimensioni contano

La conferma di un mito? Sembrerebbe proprio di si. Secondo uno studio condotto dai ricercatori canadesi ed australiani e pubblicato sulla rivista di settore Pnas (Proceedings of the National Academy of Science), le dimensioni per una donna nell’appeal verso il partner conterebbero e non poco.

Frenulo del pene rotto, che fare?

Il frenulo del pene è quel sottile lembo di pelle che inferiormente unisce il glande al prepuzio. Esso può essere di diversa robustezza e spessore a seconda delle persone, presentando quindi un livello di inserzione variabile da organo a organo. Cosa succede se il frenulo si rompe?

Disfunzione erettile, attenzione al cuore

Problemi di erezione uguale a problemi al cuore? La correlazione non è così semplice ma chi soffre di disfunzione erettile, ed ha un età compresa tra i 30 ed i 60 anni potrebbe sviluppare delle malattie cardiache. E’ questo ciò che sostengono gli scienziati della Cleveland Clinic in Ohio, struttura specializzata in patologie cardiache.

Priapismo, uomo si fa tatuare il pene ed ora ha erezione fissa

Il priapismo è una condizione che causa una erezione prolungata (diverse ore) senza eccitazione sessuale o altre cause giustificabili. Questa condizione è sempre esistita e le cause, sebbene non siano ancora molto chiare, sono sempre naturali come delle anomalie vascolari o delle infiammazioni. Ma per la prima volta un uomo iraniano se l’è auto-provocato eseguendo un tatuaggio sul pene.

Cibi avariati, sparite le pene per chi li vende

E nella pattumeria della semplificazione legislativa finirono non solo i cibi avariati, ma anche le leggi che punivano i responsabili della messa in commercio di prodotti adulterati. Un altro triste capitolo per la sicurezza alimentare italiana è stato scritto, e porta la firma del ministro leghista Roberto Calderoli.

La vendita di mozzarelle blu, di pesce esposto ad alte temperature al mercato ittico, di cozze tossiche, di maiali contaminati da diossina, erano tutti reati punibili con multe salate e finanche l’arresto in base alla legge sulla Tutela degli alimenti numero 283 del 30 aprile 1962.

Ipospadia, la causa in un’alterazione genetica

Ipospadia, ovvero quella malformazione che riguarda il pene di un bambino ogni 375 nati. Riguarda lo sbocco del canale uretrale, che nella normalità si trova sulla punta del glande, mentre ne casi di ipospadia è spostato sulla faccia ventrale dell’organo genitale maschile o nei casi peggiori nello scroto o nel perineo. Sulla rivista Nature Genetics è stata appena pubblicata la notizia dell’identificazione di un gene che provocherebbe questa anomalia.

La scoperta è nata da un grande studio su vasta scala condotto in collaborazione tra il King’s College di Londra e la Njimegen Radboud University Medical Centre in Olanda. L’indagine è stata fatta analizzando il codice genetico di ragazzi sani ed affetti da ipospadia. Ne è emerso che una versione mutata di un gene, chiamato DGKK, è compatibile con molti ragazzi nati con questa malformazione.

Ipospadia

Ipospadia

L’ipospadia è un problema strutturale del pene e può causare problemi se non corretto. Si tratta di un’anomalia che colpisce un ragazzo su 300 sin dalla nascita. In questa condizione, l’apertura dell’uretra (il canale che trasporta l’urina e lo sperma dal corpo) si trova sul lato inferiore del pene, piuttosto che alla fine. L’apertura uretrale può essere ancora sul glande (punta del pene) o più in basso. In alcuni uomini con ipospadia, c’è un’altra anomalia chiamata incordamento, in cui il pene curva verso il basso e il prepuzio copre solo la parte anteriore di esso.

Nelle forme più gravi di ipospadia, l’apertura uretrale è più indietro, quasi nello scroto. Lo stesso scroto può essere piccolo e i testicoli possono non essere completamente scesi (cioè sono ancora in profondità nell’addome). Quando i bambini nascono con questa condizione, può essere difficile capire di quale sesso sono senza ulteriori test.

Andro-penis, alle Molinette di Torino ora si può allungare il pene

Dimensioni dell’organo sessuale maschile: un argomento sui cui molto maschietti sono particolarmente sensibili, vittime forse anche del mal fondato luogo comune che il piacere sessuale delle donne derivi dalla lunghezza del pene. Fatto sta che c’è chi per avere qualche centimetro in più da’ spesso credito alle trovato commerciali che provengono da oltreoceano e che promettono di regalare presto una virilità più possente. Spesso, però, si tratta di vere e proprie bufale, che puntano sulla suscettibilità della vanità maschile.

Senza andare così lontano, rimanendo in Italia, ecco spuntare invece un metodo serio e soprattutto medico per aumentare di circa un terzo l’estensione del membro, sia a riposo che in erezione. A scoprirlo e sperimentarlo uno studio italiano effettuato dai ricercatori dell’ospedale Le Molinette di Torino, che si sono guadagnati per questa scoperta la pubblicazione sull’autorevole British Journal of Urology International. Niente farmaci. Niente bisturi. Niente anestesia. Niente creme miracolose allunga-pene.

Circoncisione fatta in casa: un bimbo muore dissanguato


Un bimbo di due mesi è morto a Treviso per un’emorragia causata da una circoncisione. Il bambino è giunto all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso già privo di vita. La circoncisione era stata praticata mercoledì sera in casa, da una donna straniera di 43 anni, molto conosciuta proprio per l’esecuzione di circoncisioni su neonati. Il bimbo è figlio di una coppia nigeriana, immigrati regolari, che vive a Visnabello di Spresiano.

I genitori ieri mattina hanno visto che il piccolo non dava segni di vita e hanno chiamato un’ ambulanza. In serata, sono stati ascoltati in Questura, con la donna che avrebbe praticato la circoncisione. In casa di quest’ultima sono stati trova piccoli strumenti chirurgici. L’autopsia sarà condotta nei prossimi giorni e, precisa Maurizio Chiesa, primario dell’ospedale, solo gli esami stabiliranno “le eventuali relazioni tra il decesso e la circoncisione“. L’operazione per motivi religiosi non è rimborsata dal Ssn, perciò i genitori spesso praticano circoncisioni in casa.

Protesi peniene: come vincere l’impotenza sessuale

L’ impotenza sessuale maschile è caratterizzata dalla impossibilità di ottenere una sufficiente rigidità per la penetrazione vaginale. Anche se le cause sono spesso organiche (vascolari, endocrine, neurologiche) la componente psichica è sempre presente, accompagnando il disturbo con atteggiamenti depressivi, ansia, ridotta autostima e altri comportamenti negativi, che vanno ad influenzare soprattutto la vita di relazione.

Dal lontano 1998, con la commercializzazione del Viagra e le nuove Cialis e Levitra, molto è cambiato: sesso e sessualità sono diventati più familiari, discussioni sul benessere sessuale della coppia si sono imposte con più energia, raggiungendo un risultato importante. Tuttavia quando le pillole blù non funzionano proprio, si consigliano le protesi peniene. In questo campo l’industria e la ricerca hanno fornito allo specialista prodotti sempre più sofisticati e molto più naturali. Si è passati dalle protesi a volume fisso, a quelle a volume variabile.

Le prime sono meno costose (1,5-3 mila euro) ma costringono a convivere con una costante rigidità peniena, a cui si ovvia posizionando il membro verso l’addome, in basso, lato dx o sn, in modo che risulti “poco evidente e poco ingombrante“. Le seconde superano i 7 mila euro, funzionano mediante un sistema idraulico e per questo soggette, seppur raramente, a guasti meccanici (meno dell’1%). Nel complesso però risultano più fisiologiche in quanto consentono di ottenere l’erezione prima dei rapporto sessuale.

Rapex: il condom antistupro

Il condom antistupro si chiama Rapex, il prototipo è stato lanciato sul mercato il 31 agosto del 2005, a Kleimond, in Sud Africa.
E’ quì che infatti si registra un numero abnorme di stupri, ogni 24 secondi una donna viene violentata.

Vediamo nei dettagli quali sono le sue caratteristiche e come si usa.
Si tratta di un dispositivo di lattice, dalle dimensioni di un tampone, che si infila nel canale vaginale come un diaframma. Si inserisce grazie ad un tampone applicatore, e si toglie utilizzando lo stesso applicatore.
Durante la penetrazione le microscopiche setole dentate che lo ricoprono si conficcano nelle carni del violentatore, provocandogli pene infernali. Il dolore è talmente acuto e forte che la donna ha il tempo di fuggire e chiedere aiuto, dal momento che lo stupratore è ko per qualche tempo, e non riesce a reagire.

Sifilide. In aumento i casi in tutta Europa

Si credeva di averla ormai sconfitta non solo grazie all’avvento della Penicillina, ma anche alle campagne di informazione, sempre più numerose, sul sesso sicuro. Ma la Sifilide, ha purtroppo ricominciato a far parlare di sè anche nei paesi occidentali. Basti pensare che in Gran Bretagna si è passati dai 307 casi del 1997 ai 3702 del 2006 e in Italia il numero di infezioni è salito dai 150-200 casi ai 1500 casi all’anno. A lanciare l’allarme uno studio americano condotto dai Centers for Disease Control di Atlanta pubblicato sulla rivista Lancet Infectious Disease.

L’aumento dei casi di sifilide si deve, secondo gli esperti, alla diffusione dei rapporti a rischio fra gli uomini. Si tratta infatti di una malattia a trasmissione prevalentemente sessuale causata da un batterio (il Treponema Pallidum) che si insinua nell’organismo attraverso le mucose. La malattia si evolve sostanzialmente in tre stadi: nel primo compaiono sintomi quali lesioni localizzate sul pene e sull’ano negli uomini, mentre nelle donne queste interessano la vulva, il collo dell’utero e il perineo.

Le lesioni (i cosiddetti sifilomi) possono anche comparire sulle labbra e nelle mucose della bocca e dell faringe. Nel secondo stadio fanno la loro comparsa eruzioni cutanee sparse su tutto il corpo accompagnate, nella metà dei casi, da ingrossamento dei linfonodi e, in una percentuale del 10%, da lesioni oculari, ossee, renali ed epatiche. In questa fase possono fare la loro comparsa malessere generale, cefalea, nausea, dolori alle ossa affaticabilità.