La roncopatia: nuove cure in medicina


In Italia sono ormai 6 milioni i russatori incalliti, individuati nel termine specifico di ‘pazienti affetti da roncopatia‘, con una netta preponderanza numerica riguardante il sesso maschile. Snocciolando qualche dato, infatti, scopriamo che, fino ai 30 anni, la percentuale dei russatori maschili si avvicina al 23% della popolazione totale, mentre per le donne è solo del 10%. A quaranta i maschi superano la soglia dei 30% e le donne sfiorano il venti. Con l’avanzare dell’età, raggiunti cioè i 60 anni, gli uomini afflitti da roncopatia rappresentano il 56% della popolazione, mentre le donne balzano improvvisamente al 52%.

E qui una domanda sorge spontanea: “Cos’è che fa impennare così rapidamente la percentuale delle russatrici nella seconda metà della vita? La spiegazione è essenzialmente biologica. Il progesterone, ormone prodotto durante le fasi della fertilità protegge dai problemi del russamento. Ma, appena arriva la menopausa, con la fine della produzione di questo ormone, le donne recuperano in fretta raggiungendo in classifica il sesso forte.

La salute? Inizia dallo spazzolino


Lo spazzolino da denti ha compiuto 600 anni: la prima versione, in setole di maiale, ha fatto la sua apparizione nella Cina del 1400, anche se la produzione su larga scala risale alla fine degli anni Trenta, con l’introduzione delle setole di nylon. Da allora, il successo è stato inarrestabile, tanto che un sondaggio condotto negli Stati Uniti dal Mit, il prestigioso Massachusetts Institute of Technology, lo ha eletto l’invenzione più utile al mondo, davanti all’automobile e al telefonino. In futuro, probabilmente, le tradizionali setole verranno sostituite da apparecchi più tecnologici: un gruppo di ricercatori del Forsyth Institute di Boston, per esempio, sta studiando un fascio di luce in grado di eliminare ogni traccia di placca in meno di due minuti. Nel frattempo, però, il miglior amico del nostro sorriso rimane proprio lui, lo spazzolino.

Ma qual è l’identikit del modello «ideale»? E come va usato, per garantire davvero il massimo dell’igiene orale? Da igienista dentale mi sento chiamata direttamente in causa: innanazi tutto bisogna lavare i denti dopo ogni pasto, compresi snack e spuntini, e senza far passare troppo tempo. Se infatti i residui di cibo restano troppo a lungo a contatto con l’ambiente acido della bocca, possono provocare la formazione dei batteri responsabili di carie e placca. Insomma, una volta finito di mangiare è consigliabile mettere mano allo spazzolino entro una ventina di minuti!

Attenzione alla bocca: preveniamo i tumori

La parola ‘tumore‘ non è più un tabù. Se ne parla spesso relativamente al seno, all’utero, al polmone, all’intestino, alla prostata, allo stomaco e alla pelle, ma di quello del cavo orale neppure una parola. Eppure, il problema esiste e ogni anno colpisce, solo in Italia, 6000 persone. Il cancro del cavo orale si sviluppa, nell’80% dei casi, dalla mezza età in poi con una prevalenza doppia nel sesso maschile.

I fattori di rischio sono il consumo di tabacco e di alcol. La patologia si manifesta, nelle fasi più avanzate, con dolore, sanguinamento, difficoltà alla deglutizione, al movimento della lingua, con un rapido e ingiustificato vacillamento dei denti, un’improvvisa instabilità della dentiera o tumefazioni del collo. Se non diagnosticata in tempo è una forma ad alta mortalità: più del 70% a cinque anni.

E chi riesce a sopravvivere, spesso deve sottoporsi ad interventi invasivi, con danni di fonesi, deglutizione e mimica facciale. Eppure, tutto ciò si può evitare: basta una diagnosi precoce che un dentista può eseguire con la semplice osservazione del cavo orale per verificare se esistano ferite, macchie rosse o bianche o una massa sospetta.

Cioccolato: prevenzione dalla carie e dal colesterolo

Se ancora i sensi di colpa vi assalgono per aver abusato un po’ troppo di uova di cioccolato, se non vi abbiamo ancora convinto abbastanza sulle proprietà terapeutiche e cosmetiche del cioccolato vi diamo un motivo in più per stare tranquilli. Infatti il cioccolato non è solo promessa di gioia momentanea e di fuggevole godimento, come pare, peraltro autorevolmente, suggerire Marcel Proust, citando la sua amata “fuggitiva e leggera” cioccolata calda.

È infatti oggi più che largamente provato che cioccolato significa, in termini scientifici, anche energia e salute. Basti pensare alla tradizionale convinzione che il cioccolato “rovini i denti“: ebbene, i ricercatori bostoniani del mitico MIT, il Massachussets Institute for Technology, hanno invece scoperto che il cacao produce addirittura proprio un potente inibitone della carie!

Tra l’ altro secondo una ricerca effettuata da un’ équipe dell’Università di Osaka, in Giappone, e pubblicata sulle pagine della rivista ‘New Scientist’, il cacao aiuta a prevenire e combattere la carie più di qualsiasi dentifricio in circolazione: la sorprendente tesi poggia sulla scoperta che gli agenti antibatterici contenuti nel cacao hanno la meglio sugli zuccheri di qualsiasi dolciume al cioccolato, riducendo perciò il rischio carie. Questi agenti – spiegano gli scienziati – sono presenti soprattutto nella buccia dei semi di cacao, normalmente buttata via durante la produzione del cioccolato. Ed è un peccato, perché se fosse aggiunta a collutori e dentifrici, ne aumenterebbe l’efficacia.

Chirurgia estetica: siete favorevoli o contrari? Date un occhiata prima a queste foto

Sempre più spesso si avverte nel mondo d’oggi, in cui l’immagine e l’aspetto fisico sono sempre più importanti e rilevanti, l’esigenza di essere belli, ovvero senza difetti, e di apparire sempre più giovani (ringiovanimento chirurgico) o rallentare i segni dell’invecchiamento.

La chirurgia estetica è forse la forma più popolare di plastica chirurgica. Nel 2006 nei soli Stati Uniti, il paese che probabilmente ricorre maggiormente al bisturi, quasi 11 milioni di pazienti sono ricorsi a questi trattamenti.

In effetti, secondo l’ordinamento giuridico statunitense, qualsiasi medico, indipendentemente dalla specializzazione, può intraprendere questo tipo di interventi. La distinzione tra le due discipline, la “chirurgia plastica” e la “chirurgia estetica” non è sempre puramente accademica: la prima è riconosciuta all’American Board of Medical Specialties come quella branca della medicina interessata alla riparazione dei difetti di forma e funzione, e questo include sia la chirurgia estetica che quella ricostruttiva (plastica). Il termine “chirurgia estetica” comunque si riferisce principalmente a quella chirurgia impegnata in processi di miglioramento cosmetico della persona, o dell’ “apparire”. E in molti paesi come l’Australia, ad esempio, anche molti dottori che non hanno la qualifica di chirurghi possono condurre operazioni di chirurgia estetica.

La chirurgia plastica estetica può intervenire per ristabilire quell’equilibrio che ci è venuto a mancare nel corso degli anni col passare del tempo, o che non abbiamo mai avuto.

Infatti un difetto fisico, sia esso congenito (ovvero dalla nascita) oppure acquisito nel corso degli anni, può cambiare non solo la nostra vera immagine, ma anche il nostro stato psicologico, ovvero può provocare imbarazzi, paure o insicurezza.