Infezioni da spiaggia: ecco come difendersi

Durante la stagione estiva, complici caldo e umidità, è facile contrarre infezioni da virus, funghi o batteri, soprattutto se si è assidui frequentatori di spiagge e piscine. Tuttavia evitare questi spiacevoli inconvenienti è possibile attenendosi ad alcune semplici regole igieniche. A sintetizzarle ci ha pensato in questi giorni il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università degli Studi di Milano.

Se si frequenta regolarmente una piscina occorre assicurarsi che la manutenzione ordinaria dell’impianto sia svolta in maniera accurata: l’utilizzo dei disinfettanti abituali è infatti sufficiente a proteggere dall’azione di nociva di virus, funghi e batteri, almeno in acqua e a bordo vasca, mentre qualche cautela va presa negli spogliatoi e sotto le docce, qui infatti, raccomanda l’esperto, è meglio indossare sempre le ciabatte.

Il mal di gola non va in vacanza


Lo dicono le statistiche: almeno una volta l’anno gli italiani vanno dal medico perché hanno mal di gola. E i più richiesti sono i pediatri, perché questo disturbo è molto frequente tra i bambini. Le cause del mal di gola possono essere tante: virus, batteri o fattori ambientali di diversa natura. Vediamole una per una.

Virus: sono microrganismi incapaci di sopravvivere autonomamente che penetrano nelle cellule della mucosa della gola, si moltiplicano uccidendo la cellula infetta, diffondendosi poi in quelle vicine. Spesso sono chiamati in causa quelli delle malattie da raffreddamento (rinovirus, adenovirus, coronavirus…) e, a seconda della manifestazione, i sintomi variano: col raffreddore avremo bruciore alla gola, gonfiore, lieve dolore locale, sensazione di presenza di corpo estraneo e difficoltà a deglutire, tosse e naso che cola.

Prevenire le allergie è possibile con il bucato al vapore

Fare il bucato con il vapore in lavatrice aiuta a prevenire allergie e infezioni. Questo infatti è il metodo migliore per igienizzare i nostri indumenti, veicoli, spesso insospettabili, di microbi e allergeni. Ad affermarlo gli esperti del Dipartimento di sanità pubblica, microbiologia, virologia dell’Università di Milano in base ai risultati di una ricerca che ha dimostrato l’efficacia del vapore non solo nella riduzione di allergeni come il pelo di gatto e gli acari, ma anche di microrganismi come lo Stafilococco aureo, la Candida, lo Pseudomonas aeruginosa e l’Enterococco faecalis, oltre al virus dell’influenza.

Le proprietà igienizzanti del vapore, già note e utilizzate in ambito non solo domestico per sterilizzare ad esempio ciucci e tettarelle, ma anche medicale per decontaminare strumenti e apparecchiature, possono essere applicate alla pulizia del bucato e costituiscono un ottimo metodo per debellare virus, funghi e batteri. E questo anche a basse temperature e senza aggiungere detergenti, come afferma Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, che ha coordinato la ricerca in questione.

Epatite: al mondo una persona su 12 è ammalata, ma sono in molti a non saperlo

Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata mondiale sulle epatiti, promossa dal World Hepatitis Alliance, un’associazione no profit che coordina circa 200 associazioni di pazienti di tutto il mondo. Allo stesso tempo viene lanciata una campagna di sensibilizzazione il cui slogan è:”Sono io il numero 12?”. Si, perchè al mondo una persona su 12 è ammalata di Epatite C o B, e molti non sanno neppure di esserne vittima.

Si tratta di una campagna informativa e di sensibilizzazione su scala mondiale, che è già stata avviata in 55 paesi, per informare sulla patologia e promuovere l’adozione di comportamenti utili per la prevenzione. Infatti, nonostante 500 milioni di persone in tutto il mondo sia affetto da una forma di epatite virale cronica, le informazioni in merito sono piuttosto scarse.

Anticoncezionali: allo studio uno spray che sostituirà la pillola

Se proprio le giovani donne italiane, che a quanto sembra sono un pò digiune di contraccezione sicura, non vogliono saperne di prendere la pillola anticoncezionale, forse preferiranno usare uno spray che ha lo stesso effetto, ovvero evitare gravidanze indesiderate. E’ stato infatti presentato al decimo Congresso Europeo sulla Contraccezione di Praga, del quale vi abbiamo già parlato, un possibile nuovo metodo anticoncezionale, ancora in fase sperimentale, che si usa quasi come un profumo.
Lo spray anticoncezionale, ideato da esperti australiani e presentato sulla rivista scientifica «Contraception», contiene un derivato del testosterone che, spruzzato sulla pelle, si diffonde gradualmente nel sangue ed ha l’effetto di impedire l’ovulazione anche fino a 36 ore dopo l’ultima applicazione. Diversi i vantaggi di questo metodo rispetto agli altri anticoncezionali ormonali: non solo è invisibile, a differenza dei cerotti, ma dimenticare un’applicazione non ne vanificherebbe l’efficacia.

AIDS: in aumento i casi di contagio fra gli eterosessuali

E’ cambiato il profilo della persona tipicamente a rischio di contrarre il virus dell’AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita). Mentre in passato infatti ad essere più a rischio erano omosessuali e tossicodipendenti, da qualche anno a questa parte il pericolo di contagio riguarda sempre più da vicino uomini quarantenni ed eterosessuali. Ad affermarlo Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto superiore di Sanità, nel suo intervento alla presentazione del ‘Raltegravir’, il nuovo farmaco tutto italiano contro l’Aids, messo a punto dai ricercatori dell’Istituto Ricerche di Biologia molecolare (Irbm) “Pietro Angeletti” di Pomezia (Roma).

Molti degli eterosessuali a rischio di contrarre l’HIV, spiega Vella, non sanno neppure di esserlo. Non solo non usano il preservativo, ma non avendo alcun dubbio sul proprio stato di salute non si sottopongono ad alcuna analisi di controllo giungendo così alla diagnosi di sieropositività in fase molto tardiva, quando la malattia è già manifesta. Allo stesso tempo è aumentata anche l’età media delle persone affette da AIDS che si attesta ormai oltre i quaranta anni. Sono sempre più frequenti infatti i casi di contagio fra gli ultra sessantenni che grazie al ritrovato vigore, merito della tanto decantata pillola blu, riscoprono la sessualità. Molti di loro tuttavia non hanno molta dimestichezza con la necessità di proteggersi durante i rapporti sessuali, soprattutto se questi avvengono con partner occasionali, e cadono così nella trappola della malattia.

Ridotto rischio di leucemia per i bambini che frequentano l’asilo

I bambini che frequentano l’asilo nido o la scuola materna rischiano meno degli altri di ammalarsi di leucemia linfoblastica acuta. A svelarlo uno studio condotto all’Università della California a Berkeley dalla ricercatrice Patricia Buffler, epidemiologa alla School of Public Health, e presentato lo scorso 30 aprile a Londra in occasione della seconda Conferenza su cause e prevenzione della leucemia infantile, promossa dall’associazione inglese Children with Leukaemia. Si tratta di un’analisi di 14 studi già conclusi sulla leucemia linfoblastica che coinvolgevano un totale 19.000 bambini di cui 6000 affetti dal tumore e 13.000 sani. In tutti era stato chiesto ai genitori se i loro figli avessero avuto sin da piccoli occasioni di incontrare e interagire con altri bambini, ad esempio frequentando il nido. Dodici studi su quattordici hanno dimostrato una correlazione positiva fra la frequentazione di spazi di socializzazione e il buono stato di salute dei piccoli.

Secondo i ricercatori statunitensi le infezioni più comuni, con le quali i bambini che frequentano il nido o la scuola materna vengono più facilmente in contatto, potrebbero avere un ruolo nel contrastare l’insorgenza del tumore. Queste rappresenterebbero infatti una sorta di palestra per il sistema immunitario che, risultandone fortificato, si prepara così ad affrontare pericoli più grandi come appunto il tumore del sangue. Secondo Adrienne Morgan di Children with Leukaemia, diversi studi dimostrerebbero che anche l’allattamento al seno e la vaccinazione giocano un ruolo fondamentale nel contrastare l’insorgenza di questa grave patologia.

Lupus Eritematoso Sistemico. Il 10 Maggio la giornata mondiale

Si terrà il 10 maggio 2008 il “World Lupus Day”, giornata mondiale dedicata al Lupus Eritematoso Sistemico (LES), per la quale sono previsti una serie di eventi organizzati in diverse città italiane.

Il lupus eritematoso sistemico è una malattia cronica autoimmune, che comporta cioè una disfunzione del sistema immunitario che invece di proteggere, come dovrebbe, il corpo da virus e batteri, ne attacca organi e tessuti, tipicamente la cute, le articolazioni, i reni e il sangue. Si tratta di una patologia rara che colpisce 5 bambini su un milione di nati e fa la sua comparsa in genere verso l’adolescenza interessando nella gran parte dei casi persone di sesso femminile (il 90%). Tuttavia mentre nelle femmine l’esordio è più tardivo (collocandosi fra i 15 e i 45 anni), nei maschi è più frequente l’insorgenza prepuberale.

Il Lupus comporta l’infiammazione degli organi e tessuti colpiti che risultano arrossati, gonfi e doloranti e che a lungo andare possono risultare danneggiati. Le cause non sono ancora note, ma sembra che fattori genetici vadano ad interagire con fattori scatenenti ambientali che possono essere rappresentai dagli squilibri ormonali tipici dell’adolescenza, dall’esposizione al sole, ad alcuni virus e l’assunzione di determinati farmaci. I sintomi iniziali possono essere un senso di stanchezza e di malessere generale cui possono accompagnarsi episodi febbrili, inappetenza e calo ponderale. Successivamente possono comparire eritemi che peggiorano con l’esposizione al sole, ulcere del naso e della bocca e il tipico “eritema a farfalla” (da cui il nome Lupus) che interessa la parte centrale del volto. Altri sintomi possono essere dolori e gonfiori alle articolazioni, mal di testa, dolori muscolari.